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Giuseppe Condorelli

Seba, paesaggi d’asfalto di fine millennio – articolo apparso

su  Il Giornale di Sicilia – Catania 20 marzo 2002.-


Urbanesimo postmoderno, o semplicemente Paesaggi di Fine Millennio, ordinaria rappresentazione della quotidiana estetica. Tra territori, nature (praticamente morte) degli svincoli e delle periferie, tra ambienti conurbati  e zone industriali, gli olii di Seba – nome de plume  del  quarantaquattrenne Sebastiano Parasiliti  – il cui percorso da autodidatta si radica (è indispensabile sottolinearlo) a partire dalla ricerca fotografica negli anni ’80, esplicitano ed esplorano soprattutto il movimento: anzi, aggiungiamo, la sua narrazione.
Lungo l’arco di tutte le possibili sfumature della scala dei grigi – quasi foto in bianco e nero le opere della sua personale – allestita da Carmela Zuccarello presso la Galleria Civica d’Arte "Pippo Giuffrida" di Misterbianco – "la fotografia, la rielaborazione dell’immagine al computer, l’atto virtuale eppure reale della scansione, condividono nell’opera di Seba – ha scritto Dario Gnemmi  nel catalogo – il posto che detiene la padronanza tecnica, gestuale questa volta, del mezzo cromatico, sia in emulsione oleosa, sia nelle più industriali sintesi chimiche dell’acrilico".
Questi asfalti fluorescenti di una tangenziale sotto la pioggia, lo scroscio di luci di sagome meccaniche ed umane indistinte – il perfetto nulla dei nostri territori metropolitani, rodeo luminescente e metallico delle vetture e dei loro profili sfocati – non rappresentano una "una regressione del pennello ad obiettivo" al contrario evidenziano proprio l’operazione opposta; quelle periferie sembrano in altri termini dire "io" attraverso la rielaborazione tecnico/pittorica di Seba: in questo senso costituiscono "narrazione" ovverosia autonomia "coscienziale"  rispetto alla mera riproduzione meccanica; al contempo storia personalissima e universale del paesaggio dall’utopia urbana alla sua negazione, identificazione dello spazio come snodo centrale dell’esperienza del mondo, legame "dipendente" in grado però di creare identità.
Sarà possibile visitare l’esposizione fino a venerdì.




 
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