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Mauro Chiodoni

Il quotidiano si fa "sublime" articolo apparso sul bisettimanale
Eco- Risveglio nr.46 -Verbania 7 /13 giugno 2007.-



Presso il castello Visconteo di Vogogna si inaugura sabato 9 giugno, alle 18,30, la personale di Sebastiano Parasiliti (in arte Seba). La mostra è intitolata Il quotidiano sublimato è verrà presentata dal noto critico Giuseppe Possa. Un’esposizione quella di "Seba", pensata per prendere in esame  il tema del paesaggio urbano. Un paesaggio indagato con una  introspezione peculiare,  dove il dato visivo che contribuisce all’opera  si manifesta attraverso diversi mezzi espressivi, e dove i mezzi stessi rimandano concettualmente al termine ultimo: il dipinto.
Nei lavori di Parasiliti troviamo una sintesi che è la conseguente decantazione di uno sguardo sulla realtà quotidiana: frammenti di architetture industriali o particolari di incroci stradali con segnaletiche dismesse, visti da dettagli apparentemente banali, sanno esprimere una poetica minimale e malinconica. Spesso l’artista coglie il soggetto mediante l’utilizzo della fotografia; questo perché il mezzo fotografico permette con estrema duttilità di fissare il momento, l’istante. Poi alcune di queste immagini sempre attentamente studiate nelle inquadrature, vengono elaborate e modificate mediante computer. Le immagini dunque, una volta sottoposte a questo processo progettuale, divengono il modello di riferimento per il dipinto, che nella sua prima stesura viene impostato con i colori acrilici. Da qui l’artista prende infine le mosse, per portare a compimento il lavoro con l’utilizzo dei colori ad olio.
La scelta di variare il mezzo pittorico, dalla prima stesura in acrilico a quella finale ad olio, è sempre legata all’idea di una sintesi visiva. Lo scopo ultimo, è quello di ottenere un linguaggio asciutto ed espressivo. In tal senso l’acrilico permette di strutturare gli elementi fondamentali dell’immagine dipinti in modo essenziale, lasciando poi alla pittura ad olio l’apporto di quegli affetti emozionali ed espressivi che un materiale più malleabile e lento all’essicazione consente.
La pittura di Seba racconta una poetica del quotidiano, sublimato dalla visione intima e personale; in questi quadri si percepisce un’atmosfera rarefatta, che ci permette di vedere l’animo profondo e metafisico dei soggetti. Un percorso creativo che rivela il nascosto: la percezione del lavoro dell’artista presenta ciò  che quotidianamente appare banale e brutto; oggetti come silos, fabbriche dismesse, elementi di un passato prossimo resi misteriosi e affascinanti come una realtà conosciuta e consueta che ci appare diversa, e ci   affascina con una natura espressiva che sinora era rimasta nascosta. Sebastiano Parasiliti in arte Seba nasce a Misterbianco (Catania) nel 1958. Primo di cinque figli, il padre operaio e la madre casalinga. Nel 1979 si trasferisce a Domodossola dove conosce due colleghi di lavoro con l’hobby di dipingere. Dopo alcuni anni in cui apprende l’arte con noti maestri locali, nel 1983 entra nel GAO (Gruppo artisti ossolani) partecipando alla vita culturale del territorio. Nello stesso anno si sposa e nel 1991 torna con la famiglia nella natia Sicilia. Tra le sue mostre ricordiamo  nel 1986 Arona, nel 1988 Domodossola, nel 1993 Paternò (Ct), alla galleria Parafrasi, nel 2000 a Messina presso la galleria Franco Cancelliere, nel 2001 a Gallarate (Va) , ospite dello spazio espositivo Prima Visione, nel 2004 – infine- la sua partecipazione a Vogogna in Arte.
La mostra è visitabile fino al primo luglio nei seguenti orari: giovedì e venerdì dalle 16 alle 20, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20.



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